Camerelle, una necropoli sannita nella pianura di Venafro
SANNITI
 

LA NECROPOLI DI CAMERELLE
POZZILLI (IS)

 



La zona di Camerelle

Cartografia del territorio di Camerelle di Pozzilli


 

Negli ultimi decenni si sono verificati alcuni significativi rinvenimenti archeologici per merito, oltre delle campagne di scavo "mirato" effettuate dalla Soprintendenza, anche dei moderni lavori edili che, movimentando il terreno con mezzi meccanici, spesso incappano in antiche strutture sepolte da centinaia di anni per effetto del processo naturale di interramento. Alcune volte sono manufatti realizzati deliberatamente sotto terra, come le tumulazioni. Siano esse in numero limitato, ad uso di un singolo nucleo familiare, che complesse ed articolate come le necropoli pertinenti un antico centro abitato, sono strutture abbastanza comuni e facilmente riconoscibili. Spesso sono soggette ad una involontaria opera di devastazione causata dalla sarchiatura agricola del terreno. Gli scavi edili, però sono quei lavori che maggiormente permettono una undividuazione casuale di ruderi archeologici di cui non si conosce l'esistenza. Alla mancanza (cronica) di fondi per effettuare adeguati studi e saggi in aree dove si sospetta la presenza di antiche vestigia, si sopperisce con la vigilanza sui lavori edili dove sono previsti scavi e movimento terra. In questo modo sono state riportate alla luce molte importanti vestigia del passato.
Ciò è successo anche a Camerelle di Pozzilli nell'alta valle del fiume Volturno, area individuata dalla Regione Molise alla metà degli anni '70 dello scorso secolo come ubicazione di un consorzio di sviluppo industriale ma tenuta sotto osservazione dalla Soprintendenza per alcuni reperti affiorati in passato durante lavori agricoli. Più l'area seguiva il suo sviluppo edilizio, più reperti archeologici tornavano alla luce. La diffusione di tali rinvenimenti non era però omogenea ma risultava collocata "a macchie di leopardo" per cui non si potè prevedere ed effettuare un'unica tornata di scavi. La cospicua mole di reperti rinvenuti fu tale da far supporre l'esistenza di una vasta area di sepoltura utilizzata in un ampio arco di tempo, cosa che venne confermata negli anni successivi attraverso gli scavi edili effettuati durante la costruzione di altri edifici.
  Vaso
Vaso di terracotta da un corredo
funebre - Loc. Camerelle di Pozzilli
VI - V secolo a.C.
Lo sviluppo dell'area industriale non venne compromesso perchè ciò che veniva riportato alla luce veniva studiato e catalogato per poi essere collocato in museo.
Gli studi sui reperti recuperati permisero di datare le sepolture in un arco di tempo che andava dalla prima metà del VI fino al IV secolo a.C. inoltrato.
La vigilanza sul movimento terra effettuato per la costruzione delle fondamenta di uno dei primi capannoni condusse al rinvenimento di molti oggetti in terracotta di uso funerario che dette inizio alla prima campagna di scavi effettuata dalla Soprintendenza Archeologica del Molise sul sito di Camerelle.
Così descrisse il ritrovamento Silvia Capini in un saggio pubblicato sulla rivista "Archeologia Viva" del Dicembre 1991:
" ... Sono state scavate 70 tombe (compreso un gruppo di una diecina di sepolture di età imperiale), tutte a fossa con coperture di pietre, solo alcune di quelle ellenistiche erano alla cappuccina. Poche sepolture isolate si datano in età ellenistica; hanno corredi estremamente poveri, che per lo più si limitano ad un unico vaso. Si possono indicare due ampie fasce cronologiche nelle quali si colloca il
Corredo vascolare

Camerelle di Pozzilli - Corredo vascolare
al momento del ritrovamento.
 
materiale. La prima è caratterizzata da una diffusa presenza di vasi di bucchero pesante: sono presenti diversi tipi, tutti inquadrabili nella fase corrispondente alla V di Capua (570/60 - 520 a.C.); oinochoai a ventre globulare e a ventre ovoide, kantharoi su basso piede ad anello, stamnoi a corpo sferico, coppe carenate di varie misure, piccole kotylai con solco sotto le anse, anforette con collo tronco-conico ed anse a doppio bastoncello. In questo momento compare già vasellame d’impasto rosso, il "bucchero rosso", che continua ad essere presente con poche forme (oinochoai trilobate, olle) anche nei decenni successivi, manifestando un certo attardamento rispetto
alle aree campane dove pure è presente. Sembra di riconoscere una rarefazione delle sepolture nella prima metà del V secolo, mentre successivamente, si distingue un altro raggruppamento, molto omogeneo, caratterizzato dalla presenza di vasi a vernice nera riuniti in "servizi" generalmente formati da kylix, coppa e coppetta, l’una o l’altra delle quali si presenta spesso in più esemplari.
I corredi consistono quasi esclusivamente in ceramica, con un solo bacino di bronzo, scarsissimi gli ornamenti personali, tranne le fibule, quasi sempre di ferro, una sul petto, generalmente del tipo rettangolare a bozze per gli uomini, due sulle spalle e qualche volta altre due sui fianchi, ad arco di verga per le donne. Tra gli oggetti di ornamento femminili, sono presenti bracciali ed anelli di filo di bronzo, qualche grano d’ambra, qualche vaso di pasta vitrea.
Poche anche le armi, per lo più cuspidi di lancia.
Il rito è costantemente quello dell’inumazione, con il defunto deposto sulla nuda terra, in posizione supina ed il corredo ai piedi. Molte volte è presente un’olla da derrate, spesso collocata ad un livello superiore rispetto al resto del corredo, così da affiorare sui piano della copertura, probabilmente destinata a riti funerari; contiene generalmente due vasi che sono quasi sempre un kantharos ed un’oinochoe di bucchero. Quest’uso continua nel tempo, forse perdendo via via parte del suo significato rituale originario.
Alcune tombe del VI secolo si distaccano dalle altre per una maggiore chiarezza del corredo (sempre limitatamente alla ceramica) ed anche per il modo caratteristico con cui è disposto nella tomba, in parte allineato lungo un margine, in parte accatastato disordinatamente ai piedi del defunto. Le sepolture dovrebbero essere tutte maschili; i caratteri del rito di seppellimento, distinto da quello delle altre sepolture, fanno ritenere che si tratti di personaggi dominanti nella comunità che sottolineano il loro ruolo mediante l’esibizione di una sia pure non eccessiva ricchezza materiale, trascurando di porre l’accento su aspetti più legati alla sfera militare.
Successivamente le sepolture del V secolo appaiono grandemente omogenee nella composizione del corredo e nel rituale funerario ".


Ceramiche rinvenute

Vasellame di uno dei corredi funebri rinvenuti a Camerelle di Pozzilli (IS).


 

 

Origini e rovina di Aequum Tuticum Studi e Ricerche Teatro-tempio a Pietravairano

Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco

ARCHITETTO DAVIDE MONACO