Storia dei Sanniti e del Sannio
SANNITI

 

LA VALLE DEL FIUME RAPIDO
Aquilonia e Amiternum

Benedetto Di Mambro

 

Molto, sinora, si è discusso e scritto, dal 1972 ad oggi, da parte di molti studiosi locali (Pistilli, Vizzaccaro, lacobelli, Mancini, De Giacomo, Coletta oltre allo storico canadese E.T. Salmon, esperto per eccellenza di studi sui Sanniti) sulla collocazione geografica delle città sannite di Aquilonia ed Amiternum, che assieme a quelle di Cominium e Duronia vengono citate dallo storico romano Tito Livio (Ab Urbe condita, Libro X,39) in relazione alle sanguinose battaglie che le coinvolsero, nel 293 a.C., contro gli eserciti romani guidati dai consoli Spurio Carvilio e Papirio Cursore. Un dibattito affascinante, che assieme a molte certezze, però, lascia spazio anche a molti dubbi e a qualche considerazione.
Assodato ormai il fatto che Cominium, il cui nome tradotto dal greco arcaico stava a significare "Città accogliente e fortificata", si trovasse proprio nella Valle di Comino, difronte ad Atina, fra Vicalvi ed Alvito, restano da collocare Aquilonia ed Amitermun. Del fatto che molti nomi di città, località e fiumi ricorressero facilmente fra i popoli sabellici (Sabini, Sanniti, Umbri ecc.) ne abbiamo parlato estesamente nel capitolo precedente. Resta ora da seguire il racconto di Tito Livio per cercare di individuare i siti dove sorgevano le città sannite di Amitermun ed Aquilonia.


Panorama di Sant'Elia Fiumerapido

Panorama di Sant'Elia Fiumerapido e della valle del fiume Rapido
Alla destra dell'immagine la cima di Colle Aquilone.



Proprio Livio ci dice che il console Carvilio partì con le sue legioni da "Interamna quae via Latina est" e cioè da Interamna Lirenas, a sud di Casinum e non dall’umbra Interamna Nahars, per inoltrarsi nel Sannio e prendere con la forza Amiternum. Si diresse, dunque, verso i monti della Valle di Comino, risalendo la valle del fiume Rapido, e non verso l’altra città di Amiternum che si trovava nel cuore della Sabina, per poi recarsi nell’agro atinate. La città sannita di Amiternum doveva dunque trovarsi a metà strada tra Interamna ed Atina, come afferma lo stesso Salmon, che la colloca nell’attuale contrada di Santa Maria Maggiore in Comune di Sant’Elia Fiumerapido. La recente scoperta avvenuta nel 1992 ad opera di Sabatino Di Cicco, di estesi tratti di mura poligonali sulle alture di Costalunga e Campopiano, in località Casalucense ed alle falde del Monte Cifalco, sempre in territorio di Sant'Elia Fiumerapido, ci fa propendere per quest’ultima collocazione della sannitica Amiternum (Nuova città del popolo nomade), proprio a guardia della gola montuosa che da Casinum porta ad Atina e quindi a Cominium ed alla valle di Comino. Ricongiuntosi con le legioni condotte dal console Papirio Cursore proveniente da Duronia, nell’alta valle del Volturno, Carvilio perlustra il Sannio, soprattutto nel versante del devastato territorio atinate e cioè fra i monti di Vallerotonda, di San Biagio Saracinisco ed Atina.
Qualcuno parla delle difficoltà di approvvigionamento di viveri da parte dei due eserciti: bisogna tener presente che in quel punto si trovavano a non molta distanza da Casinum, Interamna e dalla già romana Aufidena e che nel frattempo Carvilio proveniva dal saccheggio di Amiternum e Cursore da quello di Duronia (Città guerriera).


Il passo fra Monte Cavallo e Monte Mare.

Il passo fra Monte Cavallo e Monte Mare visto dal colle di Cardito Vecchio.
Alle sue spalle sono situate Alfedena e Castel di Sangro.



Aquilonia: dov’era questa guerriera città sannitica dove gli eserciti del popolo sabellico si erano adunati prima dello scontro con quelli romani? Anche qui, a tal proposito, traducendolo dal greco arcaico, il nome di Aquilonia stava proprio a significare "Lì dove si ascoltano le leggi". Aquilonia è stata identificata, fra l’altro, con i resti delle possenti mura poligonali (da altri identificati con i resti della scomparsa città di Cesennia) (1) che sovrastano San Vittore del Lazio, sui primi impervi balzi del Monte Sambucaro facendo addirittura derivare il nome del vicino Colle Aquilone dal nome dell’antica città sannita, mentre è ben risaputo che quel nome gli deriva dall’omonimo e famoso vento di nord-est. Altri l’hanno individuata fra le alture di Picinisco, mentre altri con San Biagio Saracinisco, dove nelle alture circostanti, in località Omini Morti, si trova un’antica necropoli guerriera. Altri la collocano nei pressi di Montaquila non lungi da Isernia.
Ora, proprio sull’altopiano ai piedi del massiccio delle Mainarde, strategico snodo viario fra le valli di Comino, del Rapido e del Volturno, quali avamposti a difesa dei retrostanti capoluoghi sannitici di Aesernia, Bovianum Undecimanorum e Saepinum, si trovano, sui colli lambiti dal Rio Chiaro, i resti megalitici, sovrapposti dai resti di costruzioni romane di Cardito Vecchio e di Cerasuolo Antica (2). Tito Livio ci dice anche che Aquilonia distava da Cominium venti miglia (viginti milia passum), attuali trenta chilometri. Tale distanza ovviamente non va calcolata ponendo un righello tra una località e l’altra su un’attuale cartina geografica ma bensì tenendo per l’appunto conto che il miglio romano si contava a passo di marcia seguendo i sentieri dell’epoca. Si provi a fare a piedi il percorso tortuoso fra Cardito Vecchio e Vicalvi ed ecco che vengono fuori i famosi 30 chilometri pari alle venti miglia romane.


Il lato ovest delle mura poligonali di Costalunga.

Il lato ovest delle mura poligonali di Costalunga, sui primi balzi di
Monte Cifalco, a ridosso della gola di passaggio da Cassino per Atina.
Sullo sfondo l'autore del testo Benedetto Di Mambro con Sabatino Di Cicco.



Il primo scontro armato sul campo, fra l’esercito romano di Papirio Cursore e quello sannita, dovette svolgersi nel piano tra Monte Santa Croce, presso San Biagio Saracinisco e la Selva di Cardito, attualmente occupato in parte dal lago artificiale omonimo. Della protuberanza circolare (tumulus conspectus) di Monte Santa Croce, i Romani dovettero servirsi per nascondere parte dei loro cavalieri per far polvere ed impressionare i Sanniti. Questi ultimi, mentre Aquilonia bruciava, fuggirono, inseguiti dai romani, proprio verso Aesernia e Bovianum, direttamente retrostanti ad Aquilonia. Tutti questi fatti, che trovano riscontro negli scritti di Tito Livio (Ab Urbe condita, Libro X,41), più l’esistenza in zona della necropoli guerriera di Omini Morti dovrebbero suffragare quanto sinora asserito. Proprio sul colle di Cardito Vecchio, sulle rovine sannitico-romane, attorno al X secolo, i conti longobardi di Venafro costruirono un turrito castello, che, nel 1068, donarono all’abbazia di Montecassino.

 

Il testo e le immagini sono state gentilmente fornite dall'autore.
Pubblicato il 28 Agosto 2002
Tratto dal libro "Sant'Elia Fiumerapido ed il Cassinate. Antologia storica, archeologia, epigrafica"
Benedetto Di Mambro, Cassino 2002.


 


Cartografia

Cartografia della zona oggetto dello studio, tra Venafro, Cassino e Atina.
Il paese di Sant'Elia Fiumerapido è situato pochi chilometri a nord di Cassino.





NOTE

(1) Cesennia: antica città sannita conquistata e distrutta dai romani nel 305 a.C. (Livio, IX 36.7 e 41.8) verso la fine della seconda guerra sannitica (327-304 a.C.). Ci sembra di capire che da lì fosse possibile per i Romani minacciare più da vicino le altre città sannitiche di Venafrum ed Aesernia, nonché la stessa Aquilonia. Cesennia doveva essere una punta avanzata dei sanniti verso Casinum ed Interamna. L’ipotesi che questa città, e non Aquilonia, si trovasse presso l’attuale San Vittore del Lazio ci sembra più che credibile.

(2) La terza guerra sannitica si combattè fra il 299 ed il 290 a.C.
Lo storico canadese E. T. Salmon colloca la città sannita di Duroriia a Cerasuolo, fra le attuali Cardito e Montaquila. Secondo noi, invece, fra Cardito e Cerasuolo doveva esserci Aquilonia. È più probabile che Duronia si trovasse alle spalle di Aquilonia, nell’alta valle del Volturno, fra Montaquila e Monteroduni, quale testa di ponte per i rifornimenti fra Aquilonia e le retrovie di Aesernia e Bovianum. Il console romano Cursore l’avrebbe presa e distrutta proprio per questo.

 

 

Teatro.tempio a Pietravairano Studi e Ricerche L'impronta italico-sannita a Solofra

Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco

ARCHITETTO DAVIDE MONACO