SANNITI

 

ISCRIZIONE IN OSCO DA MOLISE
Località Santa Maria del Piano

 


Epigrafe osca da Molise

L'epigrafe di Molise (foto di Pierluigi Russo).
 
Nel territorio del comune di Molise (CB), verso la strada che porta a Frosolone, è ubicata un'area sacra di antiche tradizioni, il Santuario della Madonna del Piano (Santa Maria del Piano), una volta chiamata "Santa Maria delle Rane" ma anche "Madonna delle Grazie".
Il Masciotta, nel suo "Il Molise dalle origini ai nostri giorni - Napoli 1915" così descrive la chiesa: "Madonna delle Grazie. Denominata più comunemente Madonna del Piano perchè sorge nell'aprica pianura dominata dall'abitato di Molise. La sua fondazione è antica e dovuta alla devozione dei primi baroni della Posta. Attalmente si trova in pessime condizioni di statica per difetto di manutenzione".
Una moderna costruzione ha preso il posto, ormai da qualche anno, dell'antico edificio che deve aver tramandato nei millenni le testimonianze di un culto pagano. Infatti tra i ruderi dell'antica chiesa esisteva una grossa pietra calcarea squadrata recante un'iscrizione a caratteri oschi riutilizzata come base dell'altare cristiano, conservata
 
Il moderno edificio di Santa Maria del Piano.
attualmente nell'atrio del Municipio di Molise, in bella vista per quanti volessero studiarla o semplicemente visionarla.

 

L'elemento lapideo.

La pietra calcarea di grosse dimensioni misura mt. 1.73 di larghezza, mt. 0.50 di altezza e mt. 0.75 di profondità. Ben lavorata a squadro, presenta danneggiamenti sulla parte sinistra dovuti, più che altro, all'incuria umana. Le misure coincidono con quelle delle pietre utilizzate per la costruzione del podio del tempio
sannitico di Vastogirardi, tanto da poter ipotizzare un utilizzo simile come pietra di podio di un analogo tempio sannitico costruito anticamente nell'area dell'attuale Santa Maria del Piano di cui se ne sono perse le tracce.
L'ipotesi viene ad essere avvalorata dall'iscrizione scolpita con lettere osche alte 4 cm., che risulta essere in sintonia a quanto già visto per altre costruzioni sacre sannitiche della zona (vedi Pietrabbondante).
  L'epigrafe di Molise.
L'epigrafe di Molise.
In tarda epoca romana o forse nell'alto medioevo, la pietra deve essere stata riutilizzata come soglia d'entrata di un edificio, avendo ricavato l'alloggiamento per il ganghero di un grosso portone in legno (il foro circolare) con la relativa guida (il solco quadrangolare). La soglia non deve però essere stata utilizzata, vista la lavorazione ancora non rifinita con spigoli troppo vivi senza segni di usura.


Epigrafe osca da Molise

Particolare dell'epigrafe di Molise.

 

L'epigrafe (Vetter 156).

Posta nella metà superiore della pietra, ne ricopre quasi per intero la lunghezza. I grafemi rientrano nell'alfabeto osco post III secolo a.C., essendo presenti le vocali accentate í e ú per indicare il suono intermedio tra "i-e" con la prima, e quello tra "o-u" con la seconda, introdotte nell'alfabeto osco in quel periodo. L'iscrizione è così scolpita:


bn. betitis. bn. meddíss. prúffed

Bantis Betitius figlio di Bantis, magistrato, approvò (la costruzione).


Secondo Adriano La Regina, il prenome è documentato nella forma Banttieis a Pietrabbondante (Po 16) e nell'abbreviazione latina Ban. a Carovilli (CIL IX 2782).
Può essere lo stesso personaggio di un bollo su tegola di Bojano che riporta m.t.bn.bet.-[], dove del prenome paterno resta solo un tratto verticale.
Uno Statis Betití(i)s è documentato a Monte Vairano (De Benedittis 1980, 420).
Il territorio originario dei Betitii era quello compreso tra Duronia, Frosolone e Castropignano, che si incentra su Molise.

 


Madonna del Piano

Il territorio di Santa Maria del Piano visto da Molise.



Molise

Panorama di Molise (CB).


 

 

Iscrizione di Punta Penna Epigrafia osca Iscrizione in osco da Teanum Sidicinum

Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco
ARCHITETTO DAVIDE MONACO