Sanniti e Sannio L'area archeologica di Pietrabbondante
SANNITI


L'AREA ARCHEOLOGICA DI PIETRABBONDANTE - IV Parte

 

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IL COMPLESSO "TEMPIO B - TEATRO"

Costruito in due tempi (prima il teatro e poi il tempio), ma sulla base di un progetto unitario che per altro ricalca schemi architettonici giÓ affermati, l'intero complesso occupa un'area rettangolare estesa frontalmente per circa 55 metri e lateralmente per circa 90. Esso si Ŕ sovrapposto, come si Ŕ detto, a un precedente santuario che aveva la medesima ampiezza frontale, e che Ŕ stato quasi completamente asportato, con l'abbassamento del livello del suolo per la costruzione del Teatro e della parte anteriore del Tempio B.
I due edifici sono impostati su due livelli diversi, con complicate relazioni interne delle quote, sapientemente collegate tra loro.
Il Teatro occupa i due terzi anteriori dell'area, ossia uno spazio quadrato delimitato lateralmente dai muri di recinzione (che hanno inglobato all'interno quello del precedente santuario), alle spalle dai muri di terrazzamento del Tempio B e dei due porticati laterali, e frontalmente da un portico alle spalle della scena di cui restano solo i punti di fondazione.
La restante parte, corrispondente a un terzo del grande recinto, Ŕ occupata dal tempio, le cui dimensioni, eccedenti tale ampiezza, hanno reso necessario un arretramento del terrazzamento posteriore in corrispondenza dell'edificio.
  Il complesso Tempio B - Teatro
Il complesso Teatro - Tempio
Cosý anche la piattaforma su cui sono fondati gli altari, davanti al podio del tempio, esorbita dallo spazio quadrangolare riservato al tempio e invade l'area retrostante il Teatro. Ai due lati del tempio, su basamenti sostenuti da muri in opera poilgonale, due portici simmetrici, con ambienti retrostanti, completano lo schema distributivo degli edifici.


IL TEATRO

Il teatro Ŕ ben conservato in molte delle sue parti. Molti elementi architettonici dell'edificio scenico furono rinvenuti fuori posto durante gli scavi del secolo scorso, e ora giacciono sparsi al suolo. Il loro studio ha consentito di ricostruire graficamente l'aspetto originario delle parti elevate non pi¨ conservate.
Lo schema architettonico Ŕ molto raffinato e rivela l'adozione di modelli ellenistici giÓ evoluti e applicati in ambiente campano (Pompei, Sarno).
La cÓvea ha forma di emiciclo, con raggio di 100 piedi e con prolungamento rettilineo di altri 10 piedi. La sua ampiezza frontale Ŕ di 200 piedi. Cavea ed edificio scenico sono organicamente raccordati dal muro perimetrale e da due archi che collegano cavea e proscenio scavalcando gli accessi laterali (pÓrodoi) scoperti.
  La cavea del teatro
La cÓvea
La cavea Ŕ addossata al pendio, sfruttandone solo parte l'inclinazione. I muri di contenimento, costruiti in bellissima opera poligonale, hanno determinato un invaso riempito poi con la terra risultante dallo sbancamento del preesistente livello del suolo, e contenente detriti del precedente santuario.
La cavea del teatro
La scena ed i braccioli di testata
dei sedili anatomici (1).
 
La parte inferiore ima cavea Ŕ costituita da tre ordini di sedili di pietra con spalliera continua, delimitata sui due lati prospicienti la scena da braccioli decorati con zampe di grifo alate. All'ima cavea si poteva accedere direttamente dalle pÓradoi e dall'orchestra; sempre dalle pÓrodoi si accedeva, tramite due scale semicircolari, a un passaggio lastricato, donde si diramavano sette scalette radiali per la distribuzione del pubblico nella parte superiore della cavea.
Un altro ingresso si trovava sulla parte posteriore in asse con il tempio. Oltre ai tre ordini di sedili dell'ima cavea, ve ne Ŕ solamente un altro, e non sembra che siano mai stati costruiti in pietra i sedili della summa cavea.
Una serie di muretti di fondazione e di contenimento del terrapieno, con andamento concentrico, distribuiti su tutta l'area della summa cavea, serviva per l'appoggio di gradinate provvisorie in legno.
Che l'edificio solo occasionalmente dovesse ospitare un numero notevole di persone Ŕ per altro dimostrato dalla scarsitÓ degli accessi. L'ingresso posteriore, molto angusto, serviva solamente per il collegamento con le aree interne del santuario. D'altra parte, il passaggio delle pÓrodoi, comodo per l'ima cavea, risulta del tutto inadeguato per consentire il facile afflusso e deflusso del pubblico destinato a occupare tutto il teatro.
  Sezione sull'ima cÓvea.
Sezione sull'ima cÓvea.
Questa circostanza tradisce, insieme con numerosi altri elementi, come il modello architettonico originario sia stato adattato alle esigenze specifiche del santuario, e giustifica forse la rinuncia a completare la costruzione delle gradinate di pietra su
Analemma di sinistra.
Analemma di sinistra.
 
tutta l'ampiezza della cavea. I due muri rettilinei di contenimento frontale del terrapieno della cavea (analÚmmata), anch'essi costruiti in bella opera poligonale, avevano alla sommitÓ un andamento che riproduceva l'inclinazione della cavea stessa, con coronamento di cornice modanata, e si attestano sul passaggio che delimita l'ima cavea con due sculture di Atlanti inginocchiati in atto di sorreggere il globo, di cui uno in posto.
Nella scultura ornamentale (Atlanti, braccioli con zampe di grifo alate) il teatro di Pietrabbondante ricalca, cosý come nella composizione architettonica, modelli di cui esistono repliche anche altrove, come in Campania. Gli esempi noti di Pompei e Sarno lasciano intendere come probabilmente anche in ambiti della Campania
Atlante
Telamone Sx.
 
settentrionale, quasi certamente a Capua, dovessero essere diffusi modelli analoghi, da mettere in rapporto diretto con Pietrabbondante, come del resto Ŕ documentato per il Tempio B.
L'orchestra, non lastricata, Ŕ ottenuta da una circonferenza di 40 piedi oschi, che determina l'allineamento del proscenio, ed Ŕ delimitata dall'ima cavea per metÓ della circonferenza (20 piedi); vi si aggiunge un prolungamento rettilineo di 10 piedi.
  Telamone di destra, oggi conservato presso il Museo Nazionale di Napoli.
Telamone Dx.
L'edificio scenico si estende per mt. 37,30, per una larghezza di mt. 10,20, ed Ŕ fiancheggiato da due ampi passaggi per il pubblico, chiusi in antico da cancellate, i quali lo separano dai due corpi laterali che occupavano il restante spazio. Del proscenio restano in situ solo i pilastri laterali, e il filare dei blocchi di fondazione di tutto il restante allineamento; questi recano ben visibili le tracce d'imposta dell'elevato, i cui elementi smembrati giacciono in gran parte nei pressi del teatro stesso.
Il proscenio aveva una decorazione architettonica composta da 5 porte, fiancheggiate da colonne scanalate e da una cornice di coronamento decorata con ovuli e dentelli. L'altezza complessiva doveva essere notevole, superiore ai 2 metri. Sulle cornici si impostava direttamente il tavolato ligneo del pulpito, ampio circa mt. 3,50, su cui recitavano gli attori, sullo sfondo della fronte scenica.
  Il Teatro.
La scena dal parados orientale (1).
Questa era costituita da una parete in muratura, su cui si aprivano tre porte, una centrale e due simmetriche ai lati, in corrispondenza di quelle tuttora visibili nella parte inferiore (iposcenio). Gli scenari mobili, dipinti, erano fissati a travi lignee infisse al suolo nei dieci blocchi di pietra tuttora conservati, a ridosso del muro di fondazione della fronte scenica. Dietro di questa vi erano una serie di ambienti di servizio per gli attori e di immagazzinaggio per le attrezzature, a cui si accedeva direttamente dall'esterno tramite tre corridoi che conducevano anche allo spazio sottostante il pulpitum. L'edificio era completato, esternamente, da un portico, di cui sono state viste le strutture di fondazione.
Il Teatro.

Testata dei sedili anatomici (1).
 
Il Teatro, nella sua connessione col Tempio B, si adegua dunque a un modello largamente diffuso, ma al tempo stesso la sua presenza non Ŕ nuova nel santuario di Pietrabbondante, poichÚ i resti di un altro edificio, dietro il Tempio A, sono probabilmente da identificare con un'area teatrale pi¨ antica, conservatasi solo parzialmente nei livelli di fondazione, con ampiezza della cavea corrispondente alla metÓ del teatro antistante al Tempio B. Non si hanno per ora elementi sicuri per la datazione di questo pi¨ antico teatro. La costruzione fu resa inutile, e probabilmente smantellata, quando si realizz˛ il nuovo teatro; dovette perci˛ funzionare durante il II secolo a.C., e non sappiamo se anche prima. E' possibile che la struttura si debba attribuire alla stessa fase del Tempio A.
Il nuovo teatro presenta per˛ anche alcuni aspetti originali, sia nei rapporti con il tempio che nei caratteri interni. Il tipo, giÓ noto con il teatro grande di Pompei, appare qui notevolmente sviluppato, anche rispetto ai modelli ellenistici da cui trae origine. Vi compare un alto proscenio con fronte decorata da semicolonne ioniche e da cornici, come nel proscenio ellenistico di Epidouro; e come evoluzione delle pylai (porte) esistenti nello stesso teatro greco sono da intendere le arcate che a Pietrabbondante congiungono gli analÚmmata con l'edificio scenico.

Per un ulteriore approfondimento sul teatro di Pietrabbondante, si veda anche il saggio di Franco Valente "Da Creta a Pietrabbondante. Un viaggio nel tempo tra gli edifici teatrali antichi".

 


Il Teatro.
Muro poligonale di contenimento della cavea.


Il Teatro.
L'ingresso centrale del coro (1).
  Il Teatro.
Uno dei passaggi per il coro (1).


Il Teatro.
La base della pilastratura del
pulpito del Teatro (1).
  Il Teatro.
I sedili anatomici in pietra
del Teatro (1).
  Il Teatro.
Alloggiamenti per le travi
delle scene mobili (1).



IL TEATRO E LE SUE PARTI ARCHITETTONICHE
 
Rilievo del teatro di Pietrabbondante
Rilievo del Teatro di Pietrabbondante (2).


  1) OrchŔstra
2) Ima cÓvea
3) Diaz˛ma o precinzione
4) Summa cÓvea
5) Klýmates o gradini
6) Kerkýdes o settori
7) AnalŔmmata
  8) Parad˛i
9) Pil˛nes
10) ProskŔnion
11) LoghŔion o pulpito
12) SkenŔ
13) Telamoni


CONTINUA...          



NOTE

(1) La foto Ŕ di Franco Valente.

(2) Il disegno Ŕ di Benito Di Marco.

 

 

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