SANNITI

MONTE SAN PAOLO A COLLI A VOLTURNO
LA FORTIFICAZIONE SANNITA

 

In collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Molise ed il Comune di Colli a Volturno, ai quali esprimiamo i più sentiti ringraziamenti, un'equipe dell'Università di Oxford ha realizzato un programma di esplorazione su monte San Paolo, nel comune di Colli a Volturno, il 1° ed il 14 di agosto 1991.

I componenti dell'equipe erano i professori Tom Carpenter, Emma Dench, Peter Derow, Lynn Lancaster e John Lloyd. Gli aiuti finanziari sono stati gentilmente concessi dalla commissione Craven dell'Università di Oxford e dal Wadham College (Peter Derow). L'alloggio, l'ospitalità e l'ulteriore aiuto sono stati generosamente forniti dal comune di Colli a Volturno e da Michele Raddi. Anche la British School at Rome ed il progetto San Vincenzo hanno dato un prezioso sostegno. L'eccezionale conoscenza di Michele Raddi della zona di monte San Paolo è stata essenziale per il successo della spedizione.

  Monte San Paolo
Il cartello posto sulla
strada di accesso all'area.

Esprimiamo inoltre la nostra gratitudine per la disponibilità dei giovani di Colli che hanno facilitato la ricerca nell'area 1. L'esistenza di notevoli ruderi sannitici sulla collina era nota da tempo (Franco Valente 1986; Stefania Capini 1991). Il nostro compito era esplorare la zona in modo sistematico, prestando particolare attenzione alle sue fortificazioni. La difficoltà di accesso ed il recente rimboschimento sono stati i maggiori problemi incontrati. La cima della collina può essere raggiungibile solo con robusti fuoristrada ed il nostro avvicinamento è stato fatto a piedi (circa un'ora di cammino dalla base della collina). In conseguenza dell'abbandono delle coltivazioni e della pastorizia, negli ultimi quarant'anni, una fitta vegetazione ha invaso la maggior parte del luogo. La visibilità era perciò estremamente ridotta.




Topografia dell'area di Monte San Paolo.

RISULTATI

Con l'aiuto di Michele Raddi molte zone della collina sono state esplorate con attenzione. Molti sono i ruderi riscontrati nella zona. Le condizione del terreno non hanno consentito una misurazione topografica accurata e tutte le misurazioni devono essere considerate come approssimative.


AREA 1

Sono stati esaminati i resti considerevoli di un muro di fortificazione che si erge a tratti fino ad un'altezza di più di 2 mt. La parte esterna del muro superstite era costruita sia nella tecnica "ciclopica" e sia nella muratura "poligonale" largamente adottata nel Sannio. Si avvicina moltissimo al primo stile poligonale di Lugli (1957). La parte interna del muro era raramente visibile ma si poteva osservare a tratti per una larghezza di 1.80 o 1.90 mt. Ad un certo punto sono state trovate le basi di un muro di stile simile, a ridosso della parte esterna del muro principale, che potrebbe suggerire l'esistenza sia di una torre, sia di un contrafforte o di una struttura eretta a contatto delle fortificazioni. All'interno della cinta sono state trovate tracce di un edificio costruito secondo una versione molto rozza dello stile poligonale. Il suo muro sud-occidentale misurava 12.85 mt. in lunghezza e 50-80 cm. in larghezza. Nulla era visibile al di là.



AREA 2

Alla base della collina, vicino alla moderna Strada Statale 158, una roccia caduta mostra l'incisione a rilievo di un serpente. Su entrambi i lati del serpente sono incise delle croci e le lettere S e P. L'incisione del serpente è estremamente consumata. La roccia, sebbene capovolta, è improbabile che sia caduta da molto lontano nel punto in cui si trova attualmente. Potrebbe aver fatto parte originariamente di un masso più grande esistente vicino alla stessa e che mostra segni di una eventuale lavorazione (possibili gradini ed un canaletto poco profondo).

AREA 3

Proprio di fronte a Colli a Volturno c'è una piccola pianura rialzata che domina il fiume Volturno, ubicata alla base della collina. L'importanza strategica di questo luogo che controlla le vie di comunicazione est-ovest è sottolineata dai resti di una probabile torre di osservazione medievale all'estremità della pianura.

  La vipera di Monte San Paolo
Monte San Paolo - Incisione su
pietra raffigurante una vipera.

Nella parte settentrionale si trovano dei tratti ben conservati di un grande muro, quasi certamente a carattere difensivo e che potrebbe essere la continuazione delle fortificazioni dell'area 1. La sua costruzione/struttura e le dimensioni sono molto simili sebbene la parte osservata mostri un lavoro leggermente più accurato.


AREA 4

Sul ripido versante settentrionale della collina sono state trovate le possibili tracce di una struttura in muratura. La visibilità era estremamente scarsa in questa zona, comunque anche lo stesso riconoscimento è incerto. Un pezzo di calcare locale, per forma e dimensioni molto simile ad un'ascia preistorica, è stata trovata nelle vicinanze. E' necessario il parere di uno specialista per poter stabilire se l'oggetto sia o meno naturale.


AREA 5

Vicino alla vetta occidentale di monte San Paolo si trovano molti indizi di attività di un passato abbastanza recente. Vicino alla moderna fontana ci sono le tracce di una strada stretta, un tempo massicciata con cura. Cavità ricavate nella roccia, in punti che godono di una vista eccellente del terreno circostante, sono quasi certamente postazioni di mitragliatrici della seconda guerra mondiale. Si trovano anche molte tracce di muri recenti. Indubbiamente antico comunque è un grande muro che cinge la vetta occidentale all'interno dei summenzionati tratti. Il muro può essere seguito a tratti per circa 200 mt. e si conserva in alcuni tratti fino ad un'altezza di più di 3 mt. E' usata la stessa tecnica poligonale delle fortiticazioni più basse (sebbene siano impiegati dei blocchi più grandi ed adattati con cura maggiore) ed è di identica larghezza.




Le mura difensive di Monte San Paolo (Foto M. Raddi).

AREA 6

Fra le fortificazioni dell'area 5 e la cima di Montetuoro si può vedere la parte ovest di un muro poligonale, nel sottobosco, vicino alla estremità meridionale del sentiero principale di oggi. Anche se solido, il muro è più piccolo delle difese ad est e dovrebbe appartenere ad una struttura di natura diversa. Tra l'area 6 e l'area 5, vicino alla pianura conosciuta come Serra del Lago, ci è stata mostrata la posizione di tombe che si dice siano state riportate parzialmente alla luce da gente del posto. Non vi era nulla di visibile al momento del nostro sopralluogo.


AREA 7

All'interno delle difese superiori, vicino al tratto più a sud, sono stati segnalati due grossi ammassi di pietre. In entrambi i casi la visibilità era scarsa e c'è la reale possibilità che nessuno dei due rappresenti qualcosa di importante. C'erano comunque degli indizi. Il primo poteva essere stata una cisterna che si riempiva dal fondo. Il secondo aveva la forma di esedra.




Schema dell'area dell'alto Sannio con le fortificazioni e,
tratteggiata, la via di accesso dal Lazio (M. Raddi).

AREA 8

La via di accesso più facile per Monte San Paolo e Montetuoro è da sud-est, lungo uno sperone relativamente basso. Tale contrafforte era autenticamente difeso dalle fortificazioni dell'area 1. Il sentiero che conduce alla sommità dell'area 1 sale abbastanza dolcemente attraverso una serie di terrazze fatte dall'uomo e di epoca incerta, raggiungendo alla fine una serie di cumuli di pietre.


AREA 9

Sotto l'area 3 e adiacente alla moderna strada statale è visibile un deposito di terraglie in una sezione di terreno presumibilmente ottenuta al momento della costruzione della strada stessa. Le parti che abbiamo visto contenevano molti manufatti locali smaltati in nero di tardo periodo Repubblicano romano.




Altro tratto delle mura difensive di
Monte San Paolo (Foto M. Raddi).

AREA 10

Abbiamo esplorato la sommità orientale della collina solo brevemente e quest'area meriterebbe un'ispezione più accurata. Qui si può vedere una cisterna vuota tagliata nella roccia e ci sono segni di un muro di probabile costruzione primitiva. L'oggetto di maggior interesse è un secondo rilievo di serpente. Questo è scolpito su di una roccia naturale più piccola di quella del rilievo 'A' ed è meglio conservata. La testa triangolare della vipera è chiaramente visibile. Un'unica croce è incisa su un lato del serpente. Su una faccia adiacente della pietra appaiono le lettere S e P. Una lastra posta direttamente alla base del blocco mostra una croce incisa.


ALTRI REPERTI

Tutti i reperti trasportabili sono stati depositati presso il comune di Colli a Volturno. Questi erano comunque molto pochi. A parte il materiale già menzionato, minuscoli frammenti di ceramica e piastrelle e qualche scheggia di selce sono stati trovati nella maggior parte dei luoghi visitati ed è stato recuperato un oggetto di ferro dal piano della strada vicino alla moderna fontana. Di epoca medievale, di quasi certa datazione, sono due frammenti di smalto verde. La scarsità dei reperti può quasi sicuramente essere spiegata dal carattere del luogo ricoperto da una fitta vegetazione. A Montetuoro è stato individuato un sito archeologico ben conservato, ma recentemente è stato danneggiato da scavi clandestini. Il materiale di superficie quì raccolto includeva molta ceramica a vernice nera ed un frammento di ceramica a vernice rossa dell'inizio dell'epoca Imperiale Romana. Inoltre sono stati raccolti molti frammenti di intonaco colorato e frammenti di mosaico. Anche questo materiale è stato depositato presso lo stesso Comune.


CONCLUSIONI

Monte San Paolo era sicuramente uno dei centri fortificati del Sannio e probabilmente uno dei più grandi. Se le difese notate durante il sopralluogo formavano una parte di una fortificazione ininterrotta, la sua lunghezza dovrebbe essere stata nell'ordine dei 5/6 Km. Se così fosse è paragonabile per dimensione a quelle di monte Vairano vicino Campobasso e a quella di Castel Romano vicino ad Isernia, anche se per estensione quella di Colli a Volturno è più grande delle suddette (De Benedittis 1980,1991; Coarelli e La Regina 1984; Capini 1986; La Regina 1989).
E.T. Salmon (Samnium and Samnites - 1967, p. 271) era dell'opinione che quella Aquilonia sannita dovesse essere identificata con Montaquila, che si trova a pochi chilometri da monte San Paolo e visibile dallo stesso monte. Si deve sottolineare chiaramente che non c'è alcuna prova sicura che leghi monte San Paolo con Aquilonia, che è stata recentemente identificata con monte Vairano, fino a quando una smentita possa arrivare da un'indagine archeologica condotta su monte San Paolo. Quantunque il periodo sannitico sia stato di grande importanza, il luogo ha visto attività in periodi s uccessivi e probabilmente anche in epoche precedenti. La natura e l'ampiezza di tali attività sono incerte all'attuale stadio di conoscenze.
Importantissimo è sottolineare la presenza di un acquedotto romano che, partendo dalle sorgenti del Volturno, attraversa il territorio di Colli e giunge presso Venafro. Interessante è il tracciato percorso attraverso monte San Paolo. Infatti qui lo stesso acquedotto è scavato interamente nella dura roccia. Inoltre sul versante sud-occidentale dello stesso, si possono ammirare i ruderi di un antico insediamento di probabile epoca medievale.


     J.A.Lloyd
     Oxford 30 Novembre 1991


Traduzione Prof.ssa Spalla Marinella.
Collaborazione nella trascrizione di Remo Di Ianni.

 

 

Il territorio sannita del flubio rivus siccus Studi e Ricerche Sannio settentrionale. Viticuso

Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco

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