SANNITI

 
L'INSEDIAMENTO SCONOSCIUTO DI FIOCCAGLIA
FLUMERI - SANNIO IRPINO
LUIGI ALBANESE

 

Nel 1986, a seguito di lavori effettuati per l'impianto di un metanodotto, furono scoperti in località Fioccaglia (o Chioccaglie) del comune di Flumeri (AV) i resti di un vasto insediamento romano: sino ad allora la sua presenza era sconosciuta nel territorio, anche se da sempre reperti antichi erano stati rinvenuti dagli abitanti della zona.

Furono intrapresi scavi archeologici, anche se restarono senza un adeguato seguito, i quali misero in luce una città romana dall'impianto ortogonale e dallo stato giuridico sconosciuto, così come l'esatta identificazione. Da notare però che gli abitanti utilizzavano, accanto al latino, la lingua osca come accertato dai bolli laterizi, dai graffiti e dai coperchi dei dolii con il nome del proprietario dell'officina.
La città era sprovvista di mura difensive, si estendeva per almeno 12 ettari su di un pianoro da sempre soleggiato in ogni stagione ed ideale da tempo immemorabile alle attività agricole, così come alla pastorizia data la presenza, nelle vicinanze, di tratturi sanniti e dei corsi d'acqua Ufita e Fiumarella.


Domus di Fioccaglia
Muri di fondazione della domus.

Tracce di frequentazione della zona risalgono alla preistoria ed al periodo compreso tra i secoli V e IV a.C. Sono stati agevolmente identificati tre assi viari (larghi 9 m), parti di altrettanti isolati lunghi 148 m (500 piedi) e la via centrale, larga 3.50 m, lastricata in poligoni di calcare, con marciapiedi in battuto e doppio impianto fognario.
Gli ambienti ai lati delle strade mostrano carattere commerciale ed artigianale, carattere di lusso come una vasta casa ad atrio con soffitti a lacunari e pavimenti in tassellato.
Inoltre la stessa domus presentava alae laterali, ingresso assiale con vestibulum, tablino e giardino porticato. La decorazione delle pareti è assimilabile al cosiddetto "primo stile pompeiano".
I materiali rinvenuti sono costituiti da ceramiche da tavola (specie ceramica campana tipo B), tegole, stucchi, alcune monete, frammenti di tazze, balsamari fusiformi ed anfore.


Basolato di Fioccaglia
Particolare del sistema fognario e della strada in basolato.

Nei contenitori da trasporto sono stati rinvenute tracce di vino proveniente da zone laziali e dall'Egeo e di olio prodotto in Africa: quindi un sito posto in circuito di vivace scambio commerciale, specie d'importazione. Il centro era collegato per mezzo della Via Appia alla vicina Aeclanum (nelle vicinanze della odierna Mirabella Eclano) e tramite la Via Aemila (dal nome del costruttore M. Aemilius Lepidus, console nel 126 a. C.) con Aequum Tuticum (nel territorio della città di Ariano Irpino).
Nelle vicinanze sono visibili resti di due ponti romani costruiti lungo la direttrice Fioccaglia-Eclano (di uno restano tre pilastri in opus reticulatum).

La fondazione della città è da acrivere al periodo compreso fra il II secolo a. C. e gli inizi del I secolo a. C. e fu distrutta da un violento incendio, sicuramente, nel corso della guerra sociale (intorno al 90-89 a. C.) ad opera di Silla, che assalì e prese pure la vicina città di Aeclanum, fedele anch'essa agli Italici come ricorda Appiano nel suo Bellum Civile (I, 51).
Sicuramente il centro urbano di Fioccaglia rientra nella politica delle assegnazioni graccane avvenute nel II a. C.; l'ipotesi è supportata dal rinvenimento, nel passato, di numerosi cippi terminali graccani del 130-129 a. C. scoperti nell'alta valle del Calore e nell'ambito del vicino comune di Rocca San Felice.
L'abitato è da ritenersi non una colonia, ma un forum, entità amministrativa che assicurava ai cittadini romani lotti di terreno e provvisto di potere decisionale riguardo al censo ed alla leva.

L'area indagata non rappresenta nemmeno un decimo dell'intera superficie, anche se gli archeologi hanno localizzato l'estesa area del foro. In sintesi, la città, pur se fondata ex novo dai Romani, rappresenta una delle ultime fasi della storia sannita, prima di essere totalmente assorbita dagli usi e costumi dei conquistatori, concetto che è stato ben rimarcato in uno degli ultimi pannelli della mostra "Italia dei Sanniti", svoltasi nei primi mesi del 2000 alle romane Terme di Diocleziano.



BIBLIOGRAFIA

  • Giuseppe Camedoca - M. Aemilius Lepidus, cos. 126 a. C., le assegnazioni graccane e la via Aemilia in Hirpinia. Estratto da Zeitschrift fur papirologie epigraphik. Bonn, 1997.
  • Salvatore Salvatore - Ancora senza un nome la città romana di Flumeri, in Irpinia del 9 maggio 1987.
  • Provincia di Avellino - Depliant: Aree archeologiche dell'Irpinia, 2000.
  • Italia dei Sanniti - Guida alla mostra - Terme di Diocleziano - Roma, 2000.
  • Vittorio Caruso - Flumeri dalle origini al XVII sec. - Ariano Irpino, 1991.
  • Werner Johannowsky - Baronia: perché il museo - dal periodico Vicum, n° XXVII - Lioni, 1996.

 

 

Aeclanum, la città millenaria Studi e Ricerche I Fasti Trionfali

Storia dei Sanniti e del Sannio - Davide Monaco

ARCHITETTO DAVIDE MONACO